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Educazione cinofila o addestramento per cani ?

Prima di tutto occorre fare una precisazione, DOGGY ZEN è una Scuola di Educazione Cinofila basata sull’approcio cognitivo zooantropologico.

Per prima cosa bisogna fare un distinguo tra Educazione cinofila, Addestramento,  Metodi gentili, Zooantropologia cognitiva o qualsiasi altra tecnica.

Putroppo nell’immaginario collettivo c’è un po di confusione o fraitendimento
A volte anche tra chi è del mestiere capita di non capirsi o avere opinioni discortanti.
A me è accaduto recentemente di essere “richiamata” se non offesa,  senza motivo da una collega.

Io e la collega probabilmente interpretavamo lo stesso concetto non riuscendo a capirci.

Motivo per cui, alla fine della storia,  ringrazio COMUNQUE questa collega,  in quanto mi ha spinto ad aggiornare la pagina e cercare di chiarire (spero per benino) la differenza e magari riuscire a comprenderci anche noi due :-).

L’addestramento
L’addestramento spinge ad esercitare il cane in alcuni comportamenti o attività specifiche che per sua natura è già in grado di compiere, ma che talvolta vanno in contrasto con il suo modo di vedere e vivere il suo mondo rispetto il nostro.
Attraverso l’addestramento si chiede  o s’impone il cane di mettere in atto queste abilità,  ma a nostro uso, consumo e compiacimento.
Spesso nell’immaginario collettivo la terminologia “addestramento” viene abbinata alla parola “padrone” o “capobranco” (ancora adesso molti testi , pagine internet e nelle persone s’ignorano il corretto significato e si trova l’abbinamento Addestramento = Capo branco)

Così nel tempo, la parola Addestramento,  ha assunto un significato di controllo e di comando che spesso veniva (o viene tutt’ora) esercitato con la forza, la violenza, con tecniche coercitive fondate sulla paura e sul controllo.
Tutti atteggiamenti e approci che negano la dignità e la felicità nel cane,  oltre a rischiare di aumentare eventuali comportamenti aggressivi.

Per fortuna questo tipo di approcio e di significato nel tempo sta cambiando, ma purtroppo la strada è ancora  mooooolto lunga!

E’ anche vero che l’addestramento se fatto bene, ovvero senza coercizione o senza togliere la dignità, induce il cane ad essere  “destro”;   a mettere in atto le sue abilità cooperando con l’uomo, svolgendo compiti, comportamenti e reazioni precise in particolari  ambiti e situazioni, come ad esempio nella pet-teraphy, nella ricerca di persone scomparse, nella collaborazione con le forze dell’ordine, nella ricerca di tumori / esplosivi / allergeni, nella caccia, nello sport, nella conduzione o protezione degli animali, nello sleddog…..

Qui ed ora non voglio e non posso entrare nel merito se sia giusto o meno “sfruttare” i cani in tutte queste o altre attivià e se tutti i cani sono davvero contenti di farle…..
Se ne dovrebbe discutere a parte e magari per ogni singolo caso/cane.
C’è da dire che senza il loro prezioso aiuto, nelle attività sopracitate, l’uomo non otterrebbe gli stessi risultati.

Sicuramente tutte queste attività, anche quelle quotidiane senza il nostro “consenso” e compartecipazione,  non le potrebbero mettere in atto o quanto meno lo farebbero a modo loro, ovvero come lo farebbero in natura!
Infatti, nella maggior parte dei casi e delle situazioni,  il cane domestico non è un soggetto “libero”  e tutte le sue necessità,  i suoi comportamenti e bisogni sono sotto il controllo dell’uomo nel bene e nel male.

In passato, nella cinofilia e sempre nell’immaginario collettivo, s’ignora un concetto fondamentale ovvero quello della comunicazione.
Solo attravverso una corretta comprensione e gestione della comunicazione  si è in grado di soddisfare i bisogni del cane ed ottenere da lui delle risposte positive e una maggiore capacità di ascolto.

C’è una grossa differenza tra queste modalità di comunicazione: Proporre / Chiedere / Persuadere / Ordinare / Minacciare / Imporre con la Forza!

Dopo diversi anni (ed esperimenti di vario genere), sono stati fatti dei progressi durante lo studio del cane e nella cultura cinofila. Infatti si è passato dall’Addestramento ai cosidetti “Metodi gentili”.

Ovvero, in parole povere e siteticamente si cerca di rinforzare i comportamenti del cane con il solo rinforzo positivo escludendo forme di punizione.
Attraverso il metodo del condizionamento il cane associa uno stimolo (solitamente nei metodi gentili si usa qualcosa che piace al cane) ad una risposta.

L’Educazione Cinofila prevede innanzitutto che sia il proprietario ad essere guidato nell’interazione con il suo animale, ad assumere un atteggiamento corretto, efficace e costruttivo attraverso un percorso studiato ad hoc di lezioni individuali e di gruppo, dove il ruolo dell’educatore è quello di consulente. Non viene adottato alcun metodo costrittivo o strumento che possa provocare dolore al vostro cane (ad es. collare a strangolo o semi strozzo, elettrico o simili) e nessuna punizione fisica.

Educare un cane significa fargli comprendere quali comportamenti sono accettati e ben adeguati all’interno di una famiglia, in un contesto urbano e nella società umana con o meno la presenza anche di altri animali!
Questo però non deve comportare uno stravoglimento della sua natura e l’uomo non deve dimenticarsi che è sempre e comunque un cane, ma con:
– la sua mente;
– i suoi bisogni,
– le sue emozioni,
– i suoi istinti,
– modalità di comunicazione e di apprendimento

Non comprendre o accettere tutto ciò comporta un grosso problema per la convivenza di tutti!
Attraverso la comprensione e lo studio di questi ultimi punti che ci addentriamo nella Zooantropologia cognitva.

Ecco perchè Doggy Zen è una scuola di educazione cinofila basata sull’approcio cognitivo Zooantropologico.

Qualsiasi altra tecnica la potremo approfondire in altra sede se necessario, ma dato che Doggy Zen ha deciso di operare con un approccio cognitivo zooantropologico e che in questa pagina è già stata data un’ampia spiegazione per ora mi soffermo ai metodi sopra indicati.

 

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