I BISOGNI DEL CANE (parte terza)
I Bisogni di appartenenza
Il cane è notoriamente un animale sociale, ha il bisogno di appartenere ad un gruppo. L’appartenenza è quindi legata alla sfera affettiva, al legame d’attaccamento. Ma che cosa s’intende esattamente per attaccamento? È l’insieme di tutti quei comportamenti che concorrono allo sviluppo di un legame specifico fra un cane e una persona o tra due cani, le basi del quale vanno individuate nelle relazioni primarie che si stabiliscono tra i due soggetti (il concetto di attaccamento è nato inizialmente dallo studio di primati, per poi essere stato trasportato agli umani e in seguito generalizzato ad altre specie animali). Ecco perché tra i problemi più diffusi c’è l’incapacità da parte del cane di stare da solo a casa o in giardino. La nostra routine, il lavoro ci portano ad essere fuori casa, spesso per diverse ore ogni giorno. Poi la casa, la famiglia… e il nostro cane in tutto questo cosa fa? Probabilmente delle belle buche in giardino! È importantissimo adottare un cane solo quando si hanno effettivamente le possibilità di stargli dietro come merita. In relazione ai bisogni di appartenenza troviamo anche l’amletico dubbio tra casa o giardino: si pensa che i cani abbiano bisogno di spazio esterno, in realtà non è così, anzi spesso e volentieri il giardino diventa la prigione del cane, che non esce mai in passeggiata. O che vive relegato fuori tutto il giorno da solo. Certamente un cane ha bisogno di movimento, proporzionato alla taglia, all’età etc., ma per questo possono essere sufficienti delle belle passeggiate, inoltre spesso e volentieri i cani che si vedono da soli in giardino passano il tempo a dormire e chissà come mai, proprio davanti la porta d’ingresso o dove può vederci. Perché invece non tenere in casa con noi anche un cane di taglia grande? Pensate a quanto sarebbe contento se potesse stare in compagnia almeno il tempo in cui siamo a casa. Ma questa non è l’unica cosa che possiamo fare per soddisfare il bisogno di appartenenza del nostro cane. Possiamo fare delle attività con lui: giocarci insieme (e non semplicemente comprargli un gioco nuovo a settimana da lasciargli in cuccia); portarlo a fare una bella passeggiata; sicuramente le vacanze, trovare dei posti in cui poter portare anche il nostro quattro zampe invece di lasciarlo sempre a casa o in pensione, etc. Cure parentali: coccolarlo, spazzolarlo, accudirlo… Indubbiamente è da tenere in considerazione il tempo, la quantità di tempo che possiamo passare con il nostro cane, anche solo condividendone la stanza. Mi ricordo quando preparavo gli esami universitari, a ridosso dell’appello ogni minuto era dedicato allo studio, ma Lizzie era in studio con me e durante le pause ne approfittavo per due coccole, delle brevi sessioni di gioco. Era bello avere una compagnia, in quei momenti così pesanti! La possibilità di lavorare a casa o di potersi portare il cane al lavoro facilita ovviamente il realizzarsi del “fattore tempo”, per i coloro che invece passano fuori casa molte ore al giorno, sconsiglio l’adozione di una cane, perché prendersi un cane per lasciarlo solo, non ha davvero senso. È altresì importante la comunicazione, capire il nostro cane e farci capire è fondamentale per membri appartenenti allo stesso gruppo e a questo è direttamente collegata la necessità che i ruoli siano ben definiti, in modo che non ci siano fraintendimenti. Con il bisogno di appartenenza abbiamo visto tutti i bisogni definiti di carenza, perché scompaiono se soddisfatti. Fate un’analisi obiettiva dei primi tre bisogni e se vedete che qualcosa può essere miglioratelo, avete tutti gli strumenti per farlo. Alla prossima settimana con il prossimo bisogno!
Claudia C.
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